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l'ANNUNCIATA

Fotografie > 2016 > Il canto di Dio
 
L'ANNUNCIATA - ANTONELLO DA MESSINA


L'ANNUNCIATA  


La Vergine Annunciata di Antonello da Messina dell'anno 1476 è conservato nel museo di
Palermo. Questa quadro ci chiede una sosta abbondante e un’immedesimazione, una
capacità di analisi e una interpretazione precisa e coraggiosa. É il più bel volto mariano del
'400, talmente raffinato da rendere difficilmente riproducibile la delicatezza e la
particolarità del colore e della linea. Come pure è preziosissimo il sorriso semplice, per
niente giocondesco. Possente la piramide del velo che sembra difendere in modo severo.  
Delicate le mani in movimento distinto. La destra che sembra indicare e frenare dei
potenziali visitatori. La sinistra impegnata in un gesto protettivo. Il libro sul leggio,
accuratamente descritto, ricorda che da pochi anni Gutenberg ha immesso nella cultura
europea la stampa. La preghiera di Maria attinge alla modernità della Bibbia, da poco
stampata e offerta ai fedeli.  Ma cosa vuol dire questo modo di dipingere l'Annunciazione:
quale momento viene rappresentato? Il momento in cui, sparito l’angelo, arrivano i lontani,
gli uomini dalla tormentata storia a cui Maria dice: "Fermatevi, non si entra a valanga".
Antonello sa che un grande mistero è percepibile nell’icona della annunciazione. La cultura
cristiana del suo tempo lo aveva reso edotto del significato delle icone. Le opere pittoriche
dopo il Concilio di Nicea sono oggetto di culto e di rispetto. Non si guarda l'immagine sacra
senza una cultura umana e cristiana che fa piegare le ginocchia di fronte al mistero.
Antonello vive e crede cosi. Come un altro grande, Antonello sembra dire: "Fine del tutto e
della parte il rimuovere i viventi dallo stato di miseria per drizzarli a quello della felicità”
come scriveva Dante nella sua Epistola a Cangrande.


IVANO PALMA
IVANO PALMA - F. Chopin - Tre valzer op.34 n°2, op.69 n°1 e 2
 
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